Uso dei filtri nel monitoraggio dei TLP
Fernando Ferri, Sezione Luna UAI

Questo articolo nasce dall'esigenza di fornire un ausilio teorico e interpretativo a chi vuole iniziare uno studio lunare e in particolare partecipare al programma di monitoraggio di fenomeni lunari transienti (TLP) della Sezione Luna. E' noto che l'utilizzo di filtri di adeguata risposta spettrale possa essere anche decisivo nell'identificazione di un evento transiente, specie se quasi monocromatico. Accenneremo ai principi teorici e alle conseguenze osservative dell'uso dei filtri e ne evidenzieremo l'utilità anche in studi di tipo geologico di aree del nostro satellite.
La parte riguardante i TLP è in gran parte ripresa da un lavoro di L.E. Fitton (1) non di facile reperibilità per cui si è ritenuto opportuno riportarne i concetti essenziali dato il loro indubbio interesse per il neofita.

Osservazione di TLP cromatici

Si è rilevato che la maggior parte degli TLP cromatici sia essenzialmente osservata come eventi rossi (in luce integrata). Le considerazioni che seguono partiranno da questo presupposto, ma possono comunque facilmente esssere estese ad eventi diversi.
Generalmente vengono usati i filtri Kodak Wratten 25 (rosso) e 44a (blu) che selezionano lunghezze d'onda poste agli estremi dello spettro visibile e sono quindi i più indicati per i nostri scopi.
La tecnica di osservazione, con ingrandimenti non inferiori a 120 X, prevede sia una progressione veloce tra le visioni nei 2 filtri (tipo "blink") sia lo studio più prolungato dell'evento prima con un filtro e poi con l'altro alla ricerca del maggior dattaglio possibile; non deve comunque mai mancare l'osservazione in luce integrata.

A tale scopo si possono preferibilmente utilizzare dei portafiltri circolari commerciali oppure realizzare un portafiltri "a slitta", da inserire tra oculare ed obiettivo vicino al fuoco. Si potrà anche optare per l'uso di filtri da avvitare agli oculari, metodo che non consente facilmente l'uso della tecnica "blink" a meno che non si disponga di 2 oculari uguali già predisposti, o al limite semplicemente usare il portafiltri "a slitta" direttamente sull'oculare.

Ipotizzando un evento TLP rosso, l'area interessata dall'evento avrà subito uno di questi 2 fenomeni:

a) solo la luce nel rosso viene diffusa verso l'osservatore mentre le altre lunghezze d'onda vengono assorbite.
b) un eccesso di luce rossa si somma alla normale albedo nel visibile a causa di un meccanismo di emissione.

nel caso a) attraverso un filtro blu l'area dell'evento apparirà nera mentre il resto del campo sarà blu.
Nel caso b) se l'evento viene visto col filtro rosso si noterà un eccesso di luce rossa nell'area dell'evento rispetto al campo.

I possibili meccanismi di assorbimento ed emissione, nell'ambiente lunare, sono riferibili a particelle solide e a gas. Ipotizzando un evento nel visibile di colore rosso, attraverso l'uso delle osservazioni con i 2 filtri è possibile discriminare i seguenti casi:


Assorbimento di luce da parte di solidi

FILTRO ROSSO FILTRO BLU
normale, evento non individuabile area dell'evento scura
nessun offuscamento del dettaglio superficiale  

Assorbimento di luce da parte di gas

Un gas che assorba la luce non rossa dovrà essere ad alta densità e ciò implica un offuscamento dell'immagine nell'area dell'evento sia in luce normale che nel filtro rosso. Inoltre l'espansione del gas ad alta velocità comporta il probabile sollevamento di polveri con ulteriore offuscamento.

FILTRO ROSSO FILTRO BLU
normale area dell'evento scura
offuscamento del dettaglio superficiale



Emissione di luce da parte di solidi

Si tratta dei noti fenomeni di luminescenza e simili dove la radiazione elettromagnetica a bassa lunghezza d'onda (UV) viene assorbita dal minerale che la riemette sotto forma di luce visibile.

FILTRO ROSSO FILTRO BLU
area dell'evento luminosa in eccesso normale
nessun offuscamento del dettaglio superficiale evento non identificabile

Emissione di luce da parte di gas

Tale fenomeno può avvenire nel caso che un gas a bassa densità sia portato allo stato di plasma con emissione di luce a causa dell'assorbimento di energia. Un plasma luminoso ha l'importante caratteristica di essere opaco. L'area dell'evento dovrà apparire opaca sia in luce integrata che in luce rossa (assumendo un evento rosso).L'osservatore non vedrà più la superficie del suolo lunare bensì la parte superiore della massa di plasma con conseguente offuscamento del dettaglio superficiale.

FILTRO ROSSO FILTRO BLU
area dell'evento luminosa in eccesso normale (*)
offuscamento del dettaglio superficiale offuscamento del dettaglio superficiale

(*) se il gas o associate particelle di polvere in sospensione producono anche un assorbimento della luce potrebbe verificarsi uno scurimento nel blu non essendo compensato da emissione a tale lunghezza d'onda.


Sebbene gli effetti descritti siano basati su semplici assunzioni teoriche, essi possono essere comunque un valido supporto all'osservazione per cui è importante che l'osservatore riporti sulla scheda da mandare alla Sezione Luna con esattezza i dati inerenti la visione in luce integrata, rossa e blu con particolare riferimento alla definizione del dettaglio nell'area dell'evento. Tali notizie unite alle descrizioni di forma, evoluzione e durata del TLP potranno contribuire a chiarire la natura del fenomeno estraendo la massima informazione possibile dall' osservazione.

Falsi effetti cromatici

E' molto facile scambiare effetti cromatici di tipo "atmosferico" con TLP lunari. Il principale elemento diagnostico rimane la sovente mancanza in questo caso degli effetti filtro sopra descritti. Altri elementi utili sono:

  • i colori osservati sono più intensi con la Luna bassa sull'orizzonte mentre vanno scemando all'aumentare dell'altezza del satellite dall' orizzonte.

  • mancano evidenze da parte di osservatori siti in luoghi lontani E' comunque da tenere presente che non tutti gli osservatori percepiscono lo stesso intervallo di lunghezze d'onda per cui un osservatore può essere più sensibile al rosso o al blu di un altro.

  • coincidenza con fenomeni atmosferici di alta pressione, come l' arrivo e lo stabilizzarsi di anticicloni freddi con fenomeni di inversione di temperatura, che creano generalmente immagini colorate, perpendicolari all' orizzonte dell'osservatore, su zone lunari con forte contrasto (ad es. luce rossa al bordo Sud e luce blu al bordo Nord di un cratere tipo Plato). Tali fenomeni possono essere scoperti osservando eventuali simili effetti di colorazione ai lembi Nord e Sud lunari.

  • mancanza di conferme dalle misure fotoelettriche: generalmente tali fenomeni atmosferici semplicemente producono uno "spostamento" di una componente cromatica dell'albedo normale senza creare assorbimento o emissioni rilevanti che si sovrappongano alla stessa albedo normale.
  • Rif. Bib.
    L.E. Fitton, "Transient Lunar Phenomena - a new approach", J. British Ast. Ass. 35, 6. 1975