Cenni storici sulle passate Osservazioni
di TLP
(dal "Lunar Transient Phenomena Catalog"
di W.S. Cameron, NSSDC/WDC-ARS 78-03)
Il 23 settembre 1958 su Mons Piton alle ore 23:30 la formazione veniva osservata come se fosse immersa nella nebbia. Il catalogo Cameron assegna una buona probabilità che il fenomeno sia stato reale.
Il 27 novembre 1960 Schneller osserva un oscuramento rossastro che nasconde il picco. Lo stesso osservatore nota un fenomeno simile il 26 Dicembre dello stesso anno e il 25 Gennaio 1961. Il catalogo Cameron assegna una buona probabilità che il fenomeno sia stato reale.
La notte del 25 aprile 1961 Bartlett, un rinomato osservatore lunare, nota una anomalia dell’ombra dalla formazione, affermando "non potevo definire ombra quello che stavo osservando, tale fenomeno cade su un'area così scura ed il tutto era così confuso". Bartlett osserva poi una nebbiosità poco definita alla base Est del monte il 28 aprile. Il catalogo Cameron assegna una buona probabilità che il fenomeno sia stato reale.
Il 19 novembre 1969 l'inglese Baum , dalle 21:15 alle 22:00 osserva quanto segue: tracce di nuvolosità sul pendio Est tra le 21: 15 e le 21: 50 sempre in espansione, schiarendosi nell’estensione verso la piana. La sommità e l'ombra rimangono normali. Il catalogo Cameron assegna una buona probabilità che il fenomeno sia stato reale. .
13 aprile 1970, Cutta in Inghilterra tra le 22:06 e le 22:11 osserva che la sommità del monte era brillante in modo anomalo.
Il 23 febbraio 1972 all 00:10 Fornarucci negli USA osserva una variazione anomala di albedo ad Ovest del picco. Il catalogo Cameron assegna una buona probabilità che il fenomeno sia stato reale.
Morfologia
Mons
Piton è un classico rilievo montuoso isolato e si trova posizionato
nel Mare Imbrium (tavola 12 dell'Atlas of the Moon di A.Rukl). In figura
1 un immagine di G. Mengoli, tratta dall'archivio topografico della
sezione, con M. Piton indicato nel riquadro (il Sud è
in alto). Probabilmente la sua origine è legata allo sconvolgimento
susseguente all'impatto del bacino e rappresenterebbe un singolo blocco
sollevato da una faglia in seguito all'assestamento tettonico dell'area.
La sua altezza è di 2250 metri
e il diametro alla base misura circa 25 Km. Quindi, sebbene mostri una
lunga ombra in condizioni di illuminazione radente come appare in figura
4, si tratta di un rilievo senza pendenze accentuate, come
appare anche dall'immagine della sonda Clementine in basso.
In Figura 2 e 3 immagini
a risoluzione crescente (il Sud è in alto, come nella normale visione
telescopica). La seconda ottenuta dalla sonda Clementine (cortesia NASA).
In Figura 4, a destra, Mons Piton
con illuminazione quasi radente (Sole circa a 2 gradi sull'orizzonte locale)
in un immagine rielaborata da un originale di L. D'Avino - sezione luna
dell' Unione Astrofili Napoletani.
Questo disegno di M. Giuntoli, (OG D 100
F 1000, 166X, seeing 3 - 2, colong. 0.1) tratto dall'archivio topografico
della sezione luna, mostra l'aspetto di M. Piton all'alba locale.
Programma osservativo.
Si richiede una assidua sorveglianza della formazione: foto ed immagini CCD sono necessarie per un monitoraggio della zona. Le osservazioni fatte con la tecnica del Blink saranno necessarie per meglio confrontare le eventuali variazioni di colore. Per ulteriori informazioni vedere l'articolo L'osservazione e la ricerca dei fenomeni lunari temporanei (TLP).
Ogni osservazione che avrà esito negativo dovrà essere riportata nella scheda di riepilogo della Sezione Luna.
Eventuali fenomeni osservati dovranno essere comunicati
in maniera tempestiva al responsabile della Sezione LUNA e riportati nella scheda
di sezione.