PROGRAMMA  OSSERVATIVO  TLP
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Immagine della Clementine in falsi colori della zona di Aristarchus, sede di molti fenomeni TLP


INTRODUZIONE

La ricerca dei Fenomeni Lunari Temporanei (T.L.P.) è l'attività più utile e proficua che l'astronomo dilettante può svolgere tutte le volte che punta il telescopio verso il nostro satellite naturale. I T.L.P. sono mutamenti temporanei nell'aspetto delle formazioni geomorfologiche lunari, mutamenti che quasi mai, però, si associano a modificazioni definitive dell'orografia lunare. Nella maggior parte dei casi essi appaiono come colorazioni particolari, lampi, oscuramenti o nebbie che alterano sensibilmente la visibilità dei particolari della superficie (crateri, picchi montuosi, rimae, ecc.) e che durano per un tempo variabile dalla frazione di secondo a qualche ora.

I T.L.P. sono noti fin dall'antichità (XIII sec.) e il loro numero è notevolmente aumentato dopo l'invenzione del telescopio. Nell'età d'oro della selenografia, tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo, tutti i grandi conoscitori e cartografi della Luna (Schmidt, Lohrmann, Beer, Mädler, ecc.) si sono imbattuti in essi, tanto che ancora oggi le loro osservazioni si rivelano estremamente utili. È soltanto dopo la seconda guerra mondiale, però, che la loro ricerca ha assunto una certa sistematicità, soprattutto da parte degli astronomi professionisti, almeno fino all'epoca delle missioni Apollo. Dopo queste, infatti, l'interesse per la Luna è calato drammaticamente e l'osservazione dei T.L.P. è divenuta in toto appannaggio dei dilettanti, e tale rimane tutt'oggi. Punto di riferimento per questa attività è sempre stata la British Astronomical Association, che tra i suoi soci vanta ancora oggi i migliori conoscitori e osservatori della Luna (Moore, Hill, Andrews, Moseley, ecc.). L'Unione Astrofili Italiani sta portando l'osservazione amatoriale della Luna a livelli di tutto rispetto anche nel nostro Paese, e la ricerca dei T.L.P. è senz'altro l'attività più importante che viene al momento svolta dagli osservatori attivi della Sezione.

I PRINCIPALI TIPI DI FENOMENI LUNARI TEMPORANEI

Mutamenti rapidi di albedo

Consistono in aumenti o diminuzioni della luminosità dei particolari della superficie lunare. Hanno durata variabile da qualche minuto a qualche ora e presentano talvolta pulsazioni di luminosità dell'ordine di qualche secondo. È facile confonderli con mutamenti nelle condizioni d'illuminazione della superficie lunare e devono quindi essere valutati con molta attenzione, soprattutto nei pressi del terminatore lunare. Per smascherarli è sufficiente riosservare la zona sospetta in condizioni simili di illuminazione e verificare se il fenomeno si ripresenta.

Oscuramento di caratteristiche superficiali

Può capitare di osservare piccole regioni della superficie lunare che si oscurano o assumono un aspetto nebbioso, mentre le zone immediatamente circostanti rimangono inalterate. Talvolta la zona di oscuramento o nebbiosità si espande al passare del tempo. Nella maggior parte dei casi questi fenomeni durano al più qualche ora, e poi la zona interessata riprende il suo aspetto normale. Fenomeni di questo tipo sono stati associati alla possibilità di emissione di vapori e gas dal suolo lunare e alla loro successiva dissipazione.

Colori

Uno degli aspetti più comuni dei T.L.P. è quello di colorazioni rossastre o bluastre, più o meno intense e diffuse. Il cratere Aristarchus è soggetto con una certa frequenza a questo tipo di fenomeni. Nel valutarli occorre tenere conto che sia l'atmosfera che gli elementi a rifrazione del telescopio (doppietti acromatici, oculari, Barlow) introducono colori spuri che è facile scambiare per T.L.P. Particolare attenzione è richiesta quando la Luna è bassa sull'orizzonte e gli effetti della rifrazione atmosferica si fanno più intensi, particolarmente in periodi di intensa attività vulcanica, che immettono polveri fini nell'alta atmosfera. Attenzione ai rifrattori molto economici, che non sono ben corretti nei confronti dell'aberrazione cromatica.

Lampi di luce

Sono la forma più rara di T.L.P. e durano qualche frazione di secondo soltanto. A dispetto della loro rarità, sono stati fotografati (Icarus, vol.76, 1988; Sky & Telescope, novembre 1989).

STRATEGIA DI RICERCA

Il cacciatore di T.L.P. deve adottare una metodologia di ricerca ben definita e costante, tale da consentire la migliore ottimizzazione del tempo trascorso all'oculare. Non esiste, comunque, un metodo di validità generale.

Ad esempio, utilizzando un rifrattore da 10 cm, si inizia la scansione della superficie lunare a 159x, in luce naturale, passando in rassegna un po' tutte le formazioni da sorvegliare (vedi tabella) alla ricerca di colorazioni spurie o apparenze insolite. Successivamente si riprende la scansione dall'inizio, a 200x o 257x, alternando rapidamente, formazione per formazione, i filtri blu e rosso per evidenziare eventuali T.L.P. colorati, che appariranno maggiormente evidenti nell'uno o nell'altro filtro.

A proposito dell'uso dei filtri esso può essere agevolato per mezzo di una slitta portafiltri, anche autocostruita. Si può anche semplicemente mettere i due filtri tra l'indice e il pollice della mano destra, passandoli davanti all'oculare alternativamente. È ovvio che ciò richiede un oculare di grande estrazione pupillare, eventualmente da utilizzarsi tramite una Barlow. I filtri da usare sono il rosso (25A) e il blu (38A). Se si dispone di uno strumento sufficientemente luminoso si può aggiungere il violetto (47) ai filtri citati. È indispensabile utilizzare filtri in vetro crown, colorati in pasta e trattati e NON i filtri in gelatina. Quando la falce di luna è sottile nel cielo del crepuscolo, la luce a disposizione è poca e in queste circostanze può allora essere consigliabile sostituire il filtro rosso con il rosso chiaro (23A) e il blu con il blu chiaro (80A).

È importante che chi inizia questa attività per la prima volta si concentri solo su poche formazioni lunari e diventi il più possibile familiare con esse, sì da riconoscere subito eventuali mutamenti nel loro aspetto. Ottima palestra d'allenamento è costituita da Atlas, Endymion, Archimedes, Alphonsus, Tycho, Plato e il Mare Crisium.

Le osservazioni vanno eseguite anche quando il sole è alto sulle formazioni, non solo quando queste sono vicine al terminatore, come si potrebbe essere tentati di fare. Molto importante è utilizzare oculari acromatici e Barlow ben corrette, anche se non necessariamente apocromatiche.

Quando si osserva qualche cosa di sospetto, occorre cercare di avvisare un osservatore più esperto (se possibile uno dei coordinatori dei programmi osservativi della Sezione) e NON precipitarsi a chiamare l'osservatorio più vicino, con il rischio di rimediare una magra figura.

Servendosi della scheda di Sezione l’osservatore, in caso di T.L.P. osservato, compilerà la scheda e nelle spazio riservato al disegno disegnerà la formazione indicando la zona dove si è verificato il presunto T.L.P. . Inoltre servendosi della scheda riepilogativa ogni qual volta l’osservatore svolgerà della osservazioni senza aver osservato nulla di particolare, elencherà tutte le zone o crateri passati in rassegna nella seduta osservativa. Tutte le osservazioni dovranno pervenire al coordinatore di Sezione non più tardi di 20 giorni dall’ultima osservazione per la scheda riepilogativa, mentre la scheda di Sezione dovrà essere spedita in breve tempo.


Il programma di monitoraggio della Sezione Luna della UAI, è aperto a tutti gli astrofili interessati ai TLP e più o meno esperti nella osservazione lunare e riguarderà in particolare i 27 siti da monitorare (vedi Tabella).

Si pregano gli interessati di contattare Il responsabile del programma TLP Davide Zompatori o Fernando Ferri per ogni chiarimento.

Davide Zompatori, via Ticino 14 - 00042 - Anzio (RM)

Fernando Ferri, via Vasco De Gama 70 - 00042 - Anzio  (RM)

I siti TLP

NUM SITO POSIZIONE N.TLP TAB. Atlas of the Moon (A.Rukl)
1 Agrippa 4.1N - 10.5E 34 34
2 Alphonsus 13.4S - 2.8W 46 44
3 Archimedes 29.7N - 4W 5 12 - 22
4 Aristarchus 23.7N - 47.4W 448 18
5 Atlas 46.7N - 44.4E 17 15
6 Censorinus 0.4S - 32.7E 11 47
7 Cobra Head 24.5N - 49.4W 13 18
8 Copernicus 9.7N - 20 W 22 31
9 Mare Crisium 17N - 59E 27 26-27-37-38
10 Eratosthenes 14.5N - 11.3W 16 21-32
11 Gassendi 17.5S - 39.9W 33 52
12 Grimaldi 5.2S - 68.6W 18 39
13 Herodotus 23.2N - 49.7W 34 18
14 Kepler 8.1N - 38W 17 30
15 Linne 27.7N - 11.8W 19 23
16 Manilius 14.5N - 9.1E 14 23-24
17 Menelaus 16.3N - 16E 13 23
18 Picard 14.6N - 54.7E 15 26-37
19 Mons Pico 46N - 9W 8 11
20 Mons Piton 41N - 1W 10 12
21 Plato 51.6N - 9.3W 114 3-4
22 Posidonius 31.8N - 29.9E 11 14
23 Proclus 16.1N - 46.8E 72 26
24 Schroeter Vallis 26N - 51W 25 18
25 Schickard 44.4S - 54.6W 8 62
26 Theophilus 11.4S - 26.4E 11 46-47
27 Tycho 43.3S - 11.2W 16 64